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Parigi è sempre Parigi, anche con i bambini!

Finalmente ho mantenuto una vecchia promessa e sono riuscita a portare le mie figlie a Parigi, città che adoro e che ho visto diverse volte nel corso degli anni.

Ma com’è visitare la Ville Lumière con due bambine di 9 e 7 anni che generalmente non hanno una gran voglia di camminare? Ero terrorizzata all’idea ma Parigi è talmente bella, diversa, immensa che non hanno avuto il tempo di annoiarsi e quindi di lamentarsi.
Sono stati 6 giorni pieni di novità ed emozioni, in questo periodo così particolare di emergenza covid-19, che voglio provare a condividere con voi.

Siamo arrivate a metà pomeriggio del mercoledì; Ambra e Agata erano stanche dal viaggio per cui abbiamo deciso che per il primo giorno potevamo anche non fare nulla, sistemarci e fare giusto un giro veloce del quartiere per procurarci del cibo (Parigi è piena di ristoranti e tipiche brasserie e quasi ovunque è presente il menù per i bambini che in genere comprende un hamburger, patatine, bibite e dolce oppure paninoteche dove prendere al volo una baguette fresca con quello che si preferisce). Per quanto riguarda l’alloggio, abbiamo la fortuna di avere un’amica che vive lì e quindi avevamo a disposizione il suo appartamento nel centralissimo quartiere di Montparnasse, ma è possibile trovare camere triple nella stessa zona a partire da 100€ a notte a camera; se però volete spendere meno, dato che i trasporti in città sono così  ben organizzati, si può tranquillamente dormire anche in quartieri più periferici e raggiungere le zone turistiche in pochissimo tempo.

Il secondo giorno, lo abbiamo dedicato alla visita della reggia di Versailles, a cui si arriva comodamente combinando metro e RER con una mezz’oretta di viaggio. Come in tutti i musei e luoghi di attrazione, in questo periodo,  i biglietti devono essere acquistati precedentemente online, programmando anche l’orario di ingresso in modo da entrare scaglionati e non creare assembramenti. Sul sito www.versailles-palace-tickets.com/it  ci sono diverse tipologie di biglietti, a seconda di ciò che si vuole visitare; anche qui, come nella maggior parte dei luoghi d’arte in Francia, i ragazzi al di sotto dei 26 anni hanno accesso gratuito.
Iniziamo la visita, ciascuna munita della propria audioguida in italiano, il che ha reso il tutto ancora più interessante, visto che erano completamente autonome e libere di ascoltare quello che volevano (in pratica tutto!). La meraviglia nell’osservare il lusso di quelle stanze, in particolare la galleria degli specchi e la camera da letto della regina, è stata accentuata ancora di più dai miei racconti dettagliati di alcuni episodi avvenuti negli anni precedenti la rivoluzione francese (grazie Lady Oscar). Per visitare gli immensi giardini abbiamo deciso di prendere il trenino elettrico fermandoci così anche al Grand Trianon, la residenza di caccia del re. Siamo state fuori diverse ore, perchè hanno voluto guardare tutto nel dettaglio e siamo rientrate a casa nel tardo pomeriggio.

Il giorno successivo abbiamo deciso di fare la più classica delle escursioni: non esiste Parigi senza Tour Eiffel. Anche qui siamo arrivate già munite di biglietto acquistato online e per la prima volta nella mia vita sono salita sulla torre senza fare nessuna fila; so che è un periodo eccezionale ma mi auguro che mantengano gli ingressi su prenotazione anche dopo l’emergenza sanitaria. La vista dall’alto è sempre spettacolare e le bambine hanno fotografato la città da ogni angolazione possibile. Siamo scese a piedi dal secondo al primo piano dove c’è una mostra permanente sulle invenzioni di Gustave Eiffel e su tutto ciò che riguarda la torre. Da lì ci siamo spostate a piedi verso le banchine dove si trovano i famosi traghetti che portano i turisti lungo la Senna; esistono diverse compagnie che effettuano questo tipo di servizio ma noi abbiamo scelto https://www.bateaux-mouches.fr/ perché è uno dei ricordi più belli che ho della mia infanzia. Il giro è molto carino; navigando lungo la Senna si incontrano numerosi monumenti famosi per i quali viene data una spiegazione, e qualche accenno storico in varie lingue, tra cui l’italiano. Tornate a terra abbiamo fatto una passeggiata fino a Giardino delle Tuileries, proprio dietro il museo del Louvre che però abbiamo deciso di non visitare. Abbiamo preferito riposarci un pochino e ripartire verso Place de la Concorde, risalire gli Champs Elysèes per poi arrivare all’Arco di Trionfo.

Il quarto giorno, sabato, l’abbiamo quasi interamente dedicato al Parc de la Villette, un immenso parco moderno, pieno di attività culturali ed esposizioni permanenti. Ovviamente la parte che ha interessato maggiormente le bambine è stata la “Cité des enfants 5-12 ans“, http://www.cite-sciences.fr/fr/au-programme/expos-permanentes/la-cite-des-enfants/,  un’intera area a loro dedicata, dove divertendosi scoprono diversi fenomeni scientifici e tecnologici. Al momento non è possibile accedere a tutte le aree, ma ne vale comunque la pena. Con la metro poi ci siamo spostati a Montmartre, il famoso quartiere bohémien e anche qui a causa dell’emergenza sanitaria sono state apportate delle modifiche; io ricordavo la piazzetta principale piena di pittori e ritrattisti con i loro colori e cavalletti, oggi invece hanno dato la possibilità ai ristoranti di occupare il suolo pubblico ed ampliarsi all’esterno, limitando così lo spazio dedicato agli artisti. Io credo sia d’obbligo farsi fare un ritratto, poichè sarà un ricordo meraviglioso; prendete il vostro tempo per scegliere lo stile che preferite (quasi tutti espongono esempi) e soprattutto trattate sul prezzo! Prima di scendere dalla collina abbiamo fatto un giro veloce all’interno della Basilica del Sacro Cuore; io avrei voluto anche portarle al cimitero monumentale che si trova all’estremità del quartiere, ma a quel punto le bimbe erano davvero troppo stanche.

 

E arriviamo finalmente a domenica, la giornata più attesa, quella per cui fondamentalmente le bambine sono partite: Eurodisney! Avessi potuto scegliere un giorno durante la settimana lo avrei preferito, principalmente per il costo (20€ in meno a biglietto),  mentre per quanto riguarda la paura della confusione domenicale, per fortuna c’era pochissima gente. Devo fare i miei complimenti alla gestione del parco che con gli ingressi limitati ha permesso a tutti di sfruttare al meglio le varie attrazioni. Solo per alcuni giochi, abbiamo atteso al massimo 20 minuti in fila; altri siamo riusciti a farli due volte consecutive perché totalmente vuoti; gel igienizzanti all’inizio e al termine delle code, oltre che alla fine di ogni gioco; posizioni di distanziamento ben segnalate e rispettate da tutti. Peccato solo che giustamente, i vari personaggi non girino per il parco e siano stati annullati sia gli spettacoli che la parata finale, ma va benissimo anche così. Siamo state nel parco tutte e 10 le ore che avevamo a disposizione, tutto il tempo in piedi e a camminare e le bambine sono uscite da lì ancora saltellando, credo di non  aver bisogno di aggiungere altro sul magico effetto che ha questo posto sui bambini e non solo!

 

Ultimo giorno di permanenza, giornata tranquilla per recuperare le forze. Sempre con la comodissima metro siamo arrivate al Jardin des plantes, https://www.jardindesplantesdeparis.fr/fr, un ampio parco pubblico (di cui Parigi è piena) dove abbiamo fatto una passeggiata rilassante. All’interno c’è un orto botanico, ricco di piante e fiori di ogni specie e colore, e sono presenti vari musei, tra cui il museo di storia naturale, quello di mineralogia e la Grande Galerie de l’Evolution che abbiamo scelto di visitare. Si tratta di un’esposizione su 4 piani, bellissima la struttura del XIX secolo, dove sono presenti tantissime specie di animali differenti, provenienti da ogni parte del mondo. Anche qui le bambine sono rimaste incantate e si spostavano continuamente, ponendo domande sui vari animali; in molti casi ho dovuto chiedere l’aiuto di google dato che erano totalmente sconosciuti anche a me! Volendo in un’oretta si può completare la visita, ma se volete prendervela con calma come abbiamo fatto noi, considerate almeno un paio d’ore. A questo punto siamo uscite e arrivate a piedi, in una ventina di minuti, al Pantheon, luogo in cui riposano i più grandi eroi della patria francese, spettacolare sia esternamente che internamente. Qui complici i 13 km di media percorsi quotidianamente e la stanchezza del giorno precedente, le mie figlie hanno alzato bandiera bianca e hanno deciso che Parigi era finita così! In realtà c’è ancora tanto da vedere e scoprire, questa era la nostra prima vacanza in una capitale europea e non ho voluto esagerare più di tanto, soprattutto con monumenti e storie che avrebbero potuto annoiarle, ma loro sanno già che ci torneremo e cercheremo di visitare tutta la parte rimanente, mentre voi se avete bambini più abituati a camminare potete concentrare i percorsi in maniera differente; questo è solo uno spunto delle tantissime cose che è possibile vedere. 

A bientôt Paris.

 

 

Erika | viaggiatrice

Da sola, con le amiche, o con la famiglia, basta che le diate un biglietto aereo e la fate felice... Preferibilmente per l'Irlanda o la Scozia! Collabora con Viaggi su Marte inserendo i suoi racconti di viaggio nel blog.

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